Pizzo di Gino (2245 m)

Panorama mozzafiato

📅  8 Novembre 2026     📍  Tecchio - San Nazzaro (CO)

Descrizione

Difficoltà
EE
Dislivello
+ 1100 / - 1100
Lunghezza
~ 13 km
Quota Max
2245 m
Tempo Indicativo
~ 3:30 h ↗ / ~ 3:00 h ↘

Da Tecchio (1330 m), in Val Cavargna, si sale per la strada sterrata fino all'Alpe Piazza Vacchera (1774 m). Si segue la vecchia Strada Militare della Linea Cadorna, si risale un canalone con ancora visibili le trincee fino a un grande ometto (1980 m) e da lì un crestone fino alla croce di vetta (2245 m). Dalla vetta, in base al tempo impiegato e alle condizioni, si può proseguire attraversando l’esposta cresta con un tratto attrezzato fino alla Cima Pianchette (2158 m), per poi scendere seguendo la cresta sud fino al Rifugio Croce di Campo e a Tecchio. Altrimenti si scende dallo stesso sentiero della salita. 

Programma

  • —Ritrovo ore 6:15 – Parcheggio uscita autostrada Legnano 📍Mappa
  • —Partenza da Tecchio ore 8:15 
  • —Arrivo al Pizzo di Gino previsto per le ore 12:00 (sosta pranzo)
  • —Possibile discesa passando per la Cima Pianchette 
  • —Rientro a Legnano entro le 20:00

Quote

Mezzo di trasporto: auto propria, i guidatori verranno decisi in precedenza, e si riempiranno i posti auto

Quota auto: benzina, autostrada e parcheggio ~15/20€ a persona, 2€ contributo volontario Pro-CAI.

Non soci: assicurazione obbligatoria, 15€

Iscrizioni

  • —Online, qui, sul sito della sezione
  • —Entro sabato 7, ore 13:00
  • —Accompagnatori:
    Marco (339236937)
    Stefano (3314798062)

Itinerario

Lasciate le auto a Tecchio (1330 m), dove sorgono alcune baite, saliremo per l’ampia strada sterrata che con una serie di tornanti attraversa i gialli pascoli. A un bivio terremo la sinistra e la sterrata proseguirà a mezzacosta sul versante della Valle Piazza, fino a un torrente da guadare. Superato il guado, un ultimo tratto in salita ci porterà all’Alpe Piazza Vacchera (1774 m), alpeggio ancora attivo ai piedi del Pizzo di Gino.

Passeremo a monte dell’alpe, dove si incontra un fabbricato nuovo servito da una teleferica. Guadato un torrentello, con un paio di tornanti raggiungeremo la vecchia strada militare, che seguiremo a sinistra aggirando tutto il pendio sud-ovest del Pizzo. Fa parte della Linea Cadorna, la linea difensiva fatta costruire su queste montagne lariane di confine durante la Prima Guerra Mondiale, per proteggersi da una possibile invasione austriaca. Percorreremo la strada militare fino a un canalone dove sono ancora evidenti alcune vecchie trincee, che risaliremo a mezza costa su tracce di sentiero fino a un grande ometto a quota 1980 m. 

Da qui saliremo l’ampio crestone erboso in direzione est fino all’anticima, da cui resta l'ultima salita di facile cresta fino alla croce del Pizzo di Gino (2245 m). Ci fermeremo qui per il pranzo, con vista sulle montagne del Lario e sulla Valtellina. In vetta decideremo, in base ai partecipanti, alle condizioni e al tempo a disposizione, se rientrare per la via di salita o proseguire per la Cima Pianchette. 

Variante Cima Pianchette: Dalla croce aggireremo a sinistra, sul versante nord, il risalto roccioso a circa 30 m sotto la vetta, su facili rocce ed erba, fino a una bocchetta sulla cresta. Da qui scenderemo un ripido pendio erboso di una ventina di metri, e proseguiremo sul sentiero che si mantiene sul versante sud dello spartiacque e a tratti sul filo, in alcuni punti esposto, tra ripidi pendii erbosi e cenge esposte. A un bivio continueremo sul sentiero di cresta fino alla Bocchetta di Pianchette (2065 m), tra le due cime. Da qui seguiremo l’Alta Via del Lario, che traversa poco sotto la cresta nord-ovest della Pianchette, fino a una placca liscia ed esposta, superata con l’aiuto di una catena. Risaliti gli ultimi 20 m di dislivello, raggiungeremo la Cima Pianchette (2158 m). La cresta è esposta e sconsigliata a chi soffre di vertigini, e in presenza di neve o condizioni sfavorevoli non verrà percorsa. 

Discesa: Con l’itinerario base scenderemo per la stessa via della salita. Con la variante scenderemo dalla Cima Pianchette per la cresta sud-sud-ovest, su traccia di sentiero, fino al Rifugio Croce di Campo (1740 m), di proprietà del Comune di San Bartolomeo Val Cavargna e non sempre aperto. Da qui seguiremo la strada con ampi tornanti fino a Tecchio, accorciandoli dove possibile sulla traccia che scende dritta lungo il costone erboso.

Attrezzatura

Abbigliamento: Vestiario adatto alla stagione e alla quota (scarponi, k-way, pile, giacca a vento, …), guanti e cappello, crema solare e occhiali da sole.

Cibo: pranzo al sacco.

Percorso di salita e discesa base

Percorso con variante per la Cima Pianchette

 REGOLAMENTO

Il gruppo Juniores della sezione C.A.I. di Legnano propone uscite per giovani dai 18 ai 35 anni. 

Date e mete delle uscite potranno subire modifiche per motivi organizzativi o di sicurezza. Per partecipare alle uscite è obbligatorio essere Soci CAI o attivare assicurazione giornaliera.

 EQUIPAGGIAMENTO

Il materiale personale che è necessario possedere si limita al consueto corredo escursionistico: scarponi ed abbigliamento adeguato per escursionismo estivo ed invernale. Materiali particolari verranno, di volta in volta, comunicati, in particolare per quanto riguarda le uscite in ambiente innevato saranno necessari ARTVA, pala e sonda.

ISCRIZIONI

Le iscrizioni alle uscite avvengono per mezzo di un gruppo whatsapp che usiamo per veicolare in maniera semplice ed immediata tutte le informazioni utili riguardanti le nostre attività. Per informazioni:

339 2369373 Marco

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' CIASPOLE

WT1Escursione facile con racchette

<25° Nell'insieme piatto o poco pendente. Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze.

Nessun pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte.

Conoscenze di valanghe non necessarie.

WT2Escursione con racchette

<25° Nell'insieme piatto o poco pendente. Pendii ripidi nelle immediate vicinanze.

Pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte.

Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.

WT3Escursione impegnativa con racchette.

<30° Nell'insieme poco o moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi.

Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti corti non escluso.

Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.

WT4Itinerario alpino con racchette.

<30° Moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti, parzialmente cosparsi di roccette. Ghiacciaio povero di crepacci.

Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti con rischio di ferimento. Pericolo di cadute esposte non escluso.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Conoscenze di base nell'ambiente alpino. Buona tecnica di progressione.

WT5Itinerario alpino impegnativo con racchette.

<35° Ripido. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio.

Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Buone conoscenze dell'ambiente alpino. Sicurezza nella progressione.

WT6Itinerario alpino difficile con racchette.

>35° Molto ripido. Passaggi molto impegnativi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio ricco di crepacci.

Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Ottime conoscenze dell'ambiente alpino. Sicurezza nella progressione su roccia, nevai e ghiacciai.

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE

L'indicazione delle difficoltà di un itinerario è data per facilitare la scelta di un'escursione. Serve in primo luogo per evitare ad escursionisti ed alpinisti di dover affrontare inaspettatamente passaggi superiori alle loro capacità o ai loro desideri. Nonostante una precisa ricerca la valutazione delle difficoltà rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale.

T = turistico

Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico

Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).

Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE = per escursionisti esperti

Itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari.

Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione).

Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.

EEA = per escursionisti esperti con attrezzatura

 

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' VIE FERRATE

Percorsi attrezzati o vie ferrate per i quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbaragatura, dissipatore, moschettoni, cordini) e di equipaggiamento di protezione personale (casco, guanti).

F = Facile: poco esposta e poco impegnativa.

PD = Poco difficile: abbastanza esposta, anche lunga, poco di forza e sempre facilitata dagli infissi posti su di essa.

AD = Abbastanza difficile: esposta, anche lunga, ma poco di forza e sempre facilitata dagli infissi posti su di essa.

D = Difficile: molto esposta, anche molto lunga, supera qualche breve strapiombo, con passaggi atletici, richiede tecnica di movimento e forza nelle braccia.

TD = Molto Difficile: molto esposta, lunga, strapiombi, molti passaggi molto atletici e tecnici, richiede molta tecnica e forza nelle braccia.


ED = Estremamente Difficile: tracciata a volte volontariamente alla ricerca di uno o più passaggi estremamente difficili. Probabilmente il passaggio è segnalato e spesso esiste una variante più facile.

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