FERRATA DELLE GUIDE DI GRESSONEY

domenica 19 settembre

Partenza da Legnano (via Bixio) ore 7 - disl. ca 300 mt - lungh. 2.5 km - tempo di percorrenza 2.00 h - discesa 1 h. 

LA PARTECIPAZIONE E' SUBORDINATA AL POSSESSO DEL GREEN PASS

E' una ferrata catalogata DIFFICILE +. Per questo motivo accetteremo solo escursionisti esperti

Questo tipo di ferrata molto atletica è consigliato percorrerla con l'aggiunta di un cordino e moschettone o di un rinvio per creare soste mobili in caso di necessità o per riposarsi evitando di "bruciarsi" le braccia prima di aver completato il percorso.

La ferrata si trova a cira 50 metri del piazzale sulla sinistra all'ingresso di Gressoney La Trinitè.

La ferrata si può suddividere in tre sezioni:
SEZ. A- La prima parte della ferrata sale le rocce sulla destra, nelle vicinanze del filo di uno spigolo. Si inizia subito con il superamento di due strapiombi che impegnano molto l’escursionista. Si prosegue diritti con difficoltà inferiori,fino a raggiungere un ripiano di terra ed erba. Qui c’è la possibilità di abbandonare la ferrata e uscire verso destra, entrando nel bosco e raggiungendo il sentiero di discesa.
SEZ. B- Dal ripiano erboso,si prosegue verso sinistra,seguendo il cavo della ferrata che transita in falso-piano sotto pareti verticali per una cinquantina di metri. Si riprende a salire in verticale , superando cenge successive  fino ad arrivare,oltre uno spigolo, alla base di un bel camino. Lo si deve superare in spaccata, sfruttando i gradini presenti sui due lati della parete . Superato il camino, si risalgono facili roccette, si piega leggermente verso sinistra e si raggiunge la base di una lunga scala ancorata alla roccia , che supera un grande strapiombo. Nei pressi c’è uno spiazzo che permette di effettuare una sosta.
SEZ. C- Si inizia l’ultima parte della ferrata, superando lo strapiombo grazie alla scala poi, oltre questa, la ferrata entra sotto una serie di piccoli tetti e si esce a sinistra. In questo punto, occorre fare molta attenzione a non sbattere la testa e la spalla destra contro spuntoni sporgenti di roccia. Si prosegue ancora,per alcuni risalti facili, fino a raggiungere l’ultima fascia rocciosa  che sostiene il traliccio dei ripetitori. Prima della cima, occorre ancora superare una parete strapiombante, seguita da una parte rocciosa più appoggiata e facile e, finalmente, si raggiunge l’antenna alla sommità dell’ultimo roccione. A fianco dell’antenna c’è uno spiazzo erboso, con una piccola cabina contenente gli alimentatori degli apparati presenti sull’antenna stessa. Su questo spiazzo si può fare una sosta per il pranzo a sacco e si può godere un vasto panorama  verso le cime visibili di fronte: Punta dell’Uomo Storto-3014mt, Punta di Netscio-3280mt, Corno Bianco-3320mt, Punta di Ciampono-3233mt e la Cresta di Rissuolo-3104mt. Molto a sinistra è possibile vedere una parte delle cime del gruppo del Monte Rosa. 

DISCESA

Si segue il sentiero erboso che inizia proprio alle spalle della piccola cabina di alimentazione dell’antenna e che sale leggermente verso destra inoltrandosi nel bosco. Il sentiero scende sempre ripidamente, transita vicino ad una antica cava di pietra e raggiunge la base della ferrata, nella zona d’attacco a quota di circa 1670mt. Proseguendo in discesa sullo stesso sentiero, si raggiunge nuovamente il piazzale di parcheggio delle auto alle spalle della chiesa.

CONSIDERAZIONI

Questa difficile ferrata è stata inaugurata il 15 agosto 2001 dalle Guide della: "Società Guide Alpine di Gressoney Monte Rosa" in occasione della Festa delle Guide, dopo un lungo lavoro di preparazione. Infatti, lungo la "Via" sono stati posizionati circa 500 scalini (incastrati e saldati alla roccia) ed un’alta scala per superare uno strapiombo. 
La ferrata è considerata di difficoltà:"Difficile +" e, se fosse percorsa in libera, presenterebbe dei passaggi di 6° grado superiore. Occorre affrontare questo percorso essendo ben allenati ed equipaggiati; la lunghezza della ferrata è di soli 300 metri ma questi sono tutti molto faticosi. 
E' stato aggiunto al termine della ferrata un tratto successivo che prevede il superamento di un ponte sospeso di una trentina di metri ma il nostro itinerario finisce qui.

SONO APERTE LE ISCRIZIONI  -  PER CHIARIMENTI E INFORMAZIONI CHIAMARE MAURIZIO 3208748532

REGOLAMENTO

  1. Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.

  2. La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza soccorso alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è la partecipazione di non iscritti al CAI o di Soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.

  3. Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".

  4. La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.

  5. E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.

  6. Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo

  7. I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.

  8. Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione

  9. Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.

  10. Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' CIASPOLE

WT1Escursione facile con racchette

<25° Nell'insieme piatto o poco pendente. Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze.

Nessun pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte.

Conoscenze di valanghe non necessarie.

WT2Escursione con racchette

<25° Nell'insieme piatto o poco pendente. Pendii ripidi nelle immediate vicinanze.

Pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte.

Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.

WT3Escursione impegnativa con racchette.

<30° Nell'insieme poco o moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi.

Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti corti non escluso.

Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.

WT4Itinerario alpino con racchette.

<30° Moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti, parzialmente cosparsi di roccette. Ghiacciaio povero di crepacci.

Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti con rischio di ferimento. Pericolo di cadute esposte non escluso.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Conoscenze di base nell'ambiente alpino. Buona tecnica di progressione.

WT5Itinerario alpino impegnativo con racchette.

<35° Ripido. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio.

Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Buone conoscenze dell'ambiente alpino. Sicurezza nella progressione.

WT6Itinerario alpino difficile con racchette.

>35° Molto ripido. Passaggi molto impegnativi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio ricco di crepacci.

Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini.

Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Ottime conoscenze dell'ambiente alpino. Sicurezza nella progressione su roccia, nevai e ghiacciai.

 

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' ESCURSIONISTICHE

L'indicazione delle difficoltà di un itinerario è data per facilitare la scelta di un'escursione. Serve in primo luogo per evitare ad escursionisti ed alpinisti di dover affrontare inaspettatamente passaggi superiori alle loro capacità o ai loro desideri. Nonostante una precisa ricerca la valutazione delle difficoltà rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale.

T = turistico - Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico - Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE = per escursionisti esperti - Itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.

EEA = per escursionisti esperti con attrezzatura

 

CLASSIFICAZIONE DIFFICOLTA' VIE FERRATE

Percorsi attrezzati o vie ferrate per i quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbaragatura, dissipatore, moschettoni, cordini) e di equipaggiamento di protezione personale (casco, guanti).

F = Facile: poco esposta e poco impegnativa.

PD = Poco difficile: abbastanza esposta, anche lunga, poco di forza e sempre facilitata dagli infissi posti su di essa.

AD = Abbastanza difficile: esposta, anche lunga, ma poco di forza e sempre facilitata dagli infissi posti su di essa.

D = Difficile: molto esposta, anche molto lunga, supera qualche breve strapiombo, con passaggi atletici, richiede tecnica di movimento e forza nelle braccia.

TD = Molto Difficile: molto esposta, lunga, strapiombi, molti passaggi molto atletici e tecnici, richiede molta tecnica e forza nelle braccia.


ED = Estremamente Difficile: tracciata a volte volontariamente alla ricerca di uno o più passaggi estremamente difficili. Probabilmente il passaggio è segnalato e spesso esiste una variante più facile.

 

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