MONTE ZEDA 2156 m Disl. 880 m Svil. 16 km Diff. E
Ritrovo ore 7.00 a Legnano, piazza del mercato - Quota massima: 2156 m. – Disl. 880 m – Svil 16 km – Diff. E.
 
Accesso: si suggerisce di transitare per Verbania e da qui percorrere la strada che sale direttamente a Piedicavallo (percorso accessibile anche agli autobus). Si consiglia di evitare i paesini con strade strettissime e tortuose come indicato dal navigatore. Lasciando l’Ospedale di Piedicavallo sulla dx, si prosegue verso Passo Folungo, ma in assenza di un robusto fuoristrada, si parcheggia a Pian Puzz, in corrispondenza di un bivio con il percorso di sx ora bloccato da una sbarra.
Percorso: La segnaletica di sentiero ci indica di superare la sbarra e percorrere proprio la ex strada militare di sx per raggiungere, con percorso pianeggiante, Passo Folungo.
Da Passo Folungo, si prosegue sempre su strada militare della Linea Cadorna, ben evidente e con una serie di tornanti, sino a Pian Vadà, col Rifugio Pian Vadà, sempre chiuso, e il vicino e omonimo bivacco, tre posti, sempre aperto. Acqua e possibilità di sosta per chi già da piccolo cantava “sì, io mi fermo qui”. (Dislivello 400 m). Proseguendo, la strada militare diventa un comodo sentiero pianeggiante, riparato sotto la dorsale che separa la Valle Intrasca dalla Valle Cannobina e conduce a Piè Zeda. Sin qui pendenze dolci, in ambiente aperto e selvaggio, con buon riverbero di calore dal suolo, in parte selciato. Ho sete! La borraccia è da tempo vuota, il mastro birraio ci aveva avvertiti! Ora, finalmente la cresta si inalza. Ci inerpichiamo a lato di essa, su sentiero pietorso tra alti ciuffi d’erba, distanti da punti esposti. Il sentiero porta alla cima del Monte Zeda, chiamata affettuosamente "la Zeda". Siamo in uno dei luoghi più panoramici delle Prealpi Piemontesi, un balcone sospeso tra la selvaggia Val Grande e il Lago Maggiore, con vista dal Monte Rosa alle Alpi Svizzere.
Discesa: su percorso di andata

REGOLAMENTO

  1. Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.

  2. La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.

  3. Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".

  4. La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.

  5. E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.

  6. Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo

  7. I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.

  8. Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione

  9. Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.

  10. Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.