TORRI DEL VAJOLET E FERRATA CATINACCIO D’ANTERMOIA
19/20/21 Settembre
TORRI DEL VAJOLET E FERRATA CATINACCIO D’ANTERMOIA
Partenza da Legnano: ore 7.00 - Quota massima 3004 m. - Difficoltà: EEA
La nostra proposta alle Torri del Vajolet e al Catinaccio di Antermoia ripercorre un itinerario ad anello al cospetto delle dolomiti della Val di Fassa.
I percorsi sono nel tipico ambiente dolomitico con pendenze variabili a quote tra i 2000 e 3000 m.
La ferrata del catinaccio è attrezzata con cavi e fittoni e va affrontata con casco imbrago e kit da ferrata e si sviluppa con tratti in salita e in discesa.
1° giorno 19/09
Arrivo al Rifugio Vajolet
Partenza da Legnano fino a Trento e poi Bolzano, si percorre la Val di Fassa fino a Pera di Fassa dove parcheggeremo le auto.
Da Pera di Fassa si raggiungono con la seggiovia i 1.800 metri dei prati di Pian Pecei, da cui parte l’itinerario per il comodo Sentiero delle leggende, in leggera salita, che ci porta in breve alla conca di Gardeccia, dove sorge l’omonimo rifugio. Si prosegue fino ai 2243m. dove troviamo il Rifugio Vajolet dove pernottiamo.
Ci troviamo ai piedi delle Torri del Vajolet e della maestosa parete est del Catinaccio.
Diff. E - Disl. 600 m. - Tempo 3 ore ca.
2° giorno 20/09
Ferrata del catinaccio di Antermoia
Arrivo rifugio Antermoia
Dal rifugio Vajolet si prosegue la salita nel Vallone del Vajolet, il sentiero sale sulla parte sinistra del vallone, passando alla base delle splendide Torri Settentrionali del Vajolet, per poi proseguire verso destra, in direzione del visibile Passo Principe e del Rifugio omonimo (ore 1,15 / 1,30 dal Rifugio Vajolet).
L’attacco della ferrata si trova pochi metri a monte del rifugio sulla destra, si inizia a seguire una evidente cengia obliqua che taglia in diagonale la montagna.
Dopo la cengia iniziale, si deve superare un camino-canale di rocce rotte e friabili, superato il camino, si raggiunge il passaggio forse più divertente dell’intera ferrata, una cengia piuttosto esposta che, con alcuni saliscendi e successivamente una scaletta, porta ad una forcella dalla quale è possibile ammirare un panorama davvero notevole (se siamo fortunati e la visibilità è buona).
Si sale un tratto verticale, mettendo piede sulla cresta finale che, con un ampio semicerchio conduce alla vetta del Catinaccio d’Antermoia 3004m. sormontato da una grande croce metallica. (ore 1,30 / 2,00 dal Rifugio Passo Principe alla cima).
Il tratto finale di cresta non è assicurato dal cavo metallico, ma il terreno non è mai difficile, solo un pochino esposto. Panorama superbo che spazia a 360° su quasi tutte le Dolomiti.
La discesa si svolge sul versante orientale, percorso da un’altra bella via ferrata.
Si scende lungo la cresta fino a raggiungere l’inizio del cavo metallico e della via ferrata.
Si segue la ferrata, che raggiunge l’inizio di una cengia che taglia in diagonale la parete NE della nostra montagna. Si percorre la cengia, e poi si scendono alcune balze e salti rocciosi, i tratti più esposti e impegnativi sono attrezzati con due scalette. Si raggiunge l’avancorpo della parete e quindi il ghiaione sottostante.
Da qui si prosegue per l’evidente sentiero per giungere al Lago di Antermoia e poi al Rifugio Antermoia a 2496m.
Diff.EEA
Disl. +500 m. avvicinamento
+400 m. ferrata
- 400 m.
3° giorno 21/09
Dal Rifugio Antermoia si scende verso il Pas de Dona, si prosegue lungo il sentiero 580 e si raggiungono i prati di Camerloi. Si scende lungo il sentiero fino alla cascata spina de lech e proseguendo lungo la Val d’Udal si raggiunge il paese di Mazzin.
Da qui si prende il bus della linea 101 della Val di fassa per raggiungere Pera di Fassa.
Diff. E - Disl. -1100 m.
PERNOTTAMENTO RIFUGIO VAJOLET 58 € SOCI CAI
PERNOTTAMENTO RIFUGIO ANTERMOIA 61 € SOCI CAI
SEGGIOVIA PERA DI FASSA - PIAN PECEI 12€ andata
REGOLAMENTO
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Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.
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La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.
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Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".
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La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.
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E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.
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Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo
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I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.
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Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione
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Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.
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Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.