RIFUGIO OTTORINO MEZZALAMA
Domenica 25 Giugno
Partenza ore 6 da corso Magenta 183 (parcheggio) – Disl. 1300 m. - Diff. E - Tempo di salita 3h30m/4h
Il Rifugio Mezzalama (3036m) è uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta. Venne costruito su proposta dell’alpinista Pietro Ghiglione, che nel 1927 fece notare la mancanza di un buon punto d’appoggio in una zona ricca di itinerari. Inaugurato nel 1934 e poi ampliato nel 1987.
È collocato sulla morena laterale del, ormai quasi estinto, Grande Ghiacciaio di Verra, alla base delle Rocce di Lambronecca. Precisamente, è situato nel comune di Ayas (AO), nella Val d’Ayas, a 3036 metri. Il Rifugio Ottorino Mezzalama riposa dal 1934 all’ombra dei maestosi 4000: i Breithorn (4164m), Roccia Nera (4075m), i due gemelli Polluce (4092m) e Castore (4228m)
Nonostante l’altitudine, il Rifugio è molto frequentato. Il sentiero, seppur lungo, non presenta grosse difficoltà tecniche ma è adatta ad escursionisti ben allenati.
PERCORSO
Partendo da Saint Jaques 1700 m slm in Val d'Ayas per il sentiero n. 7 che porta al Lago Blu 2215 slm, si prosegue scavalcando la morena e si arriva ai Piani di Verra superiore.
Si risale un'altra morena erbosa e si segue la linea di cresta che porta dritto al rifugio Mezzalama 3036 m.
Il rifugio è intitolato a Ottorino Mezzalama (1888-1931), alpinista italiano, nonché padre fondatore dello sci alpinismo italiano. Nasce a Bologna, dove trascorre parte della sua infanzia. Successivamente, si trasferisce a Torino per motivi di lavoro del padre, ed è proprio qui che scopre la montagna, di cui se ne innamora.
Si iscrive all’università di Scienze Commerciali ed Economiche, ma nel 1909 è costretto a lasciare per il servizio militare di lega. Rientrato in patria nel 1913 riprende gli studi universitari ma anche la sua grande passione, la montagna, che percorre nei suoi momenti di libertà assieme a sacco, sci e piccozza. In breve, diventa un ottimo sciatore e alpinista, creando una nuova disciplina: lo sci alpinismo.
Quando viene richiamato dall’esercito, viene collocato come istruttore di sci. Successivamente, e in breve tempo, viene nominato direttore tecnico. Nel 1916 viene promosso a Tenente e nel 1917 Capitano. Nel 1919 viene congedato e lui torna a vivere con la sua, ormai anziana, mamma, il quale si scusa per non trovare il tempo per il matrimonio perché nei suoi momenti liberi si dedica totalmente alla montagna. Iscritto allo ski club e al CAI diventa ben presto una leggenda per gli appassionati dello sci alpinismo.
Infatti, nel giugno del 1927, compì la prima ascensione sciistica italiana al monte Bianco, e la settima sciistica in assoluto. Negli anni successivi, comincia a prendere parte a spedizioni di soccorso di alpinisti in difficoltà.
E il 23 febbraio del 1931, a soli 43 anni, viene travolto da una valanga insieme al suo amico Domenico Marzocchi (il quale si salva), dopo che erano saliti al Monte Becher. Verrà ritrovato, e riportato il suo corpo a valle, dopo alcuni giorni.
Ad Ottorino Mezzalama è stato dedicato anche il Trofeo Mezzalama, gara di sci alpinismo sul Massiccio del Monte Rosa.
REGOLAMENTO
-
Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.
-
La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.
-
Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".
-
La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.
-
E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.
-
Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo
-
I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.
-
Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione
-
Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.
-
Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.