RIFUGIO DALMAZI  2584 m. - Val Feret

Partenza ore 6 in auto - disl. 830 m. - diff. EEA - PD - 

Questa bella escursione in un ambiente severo di alta montagna permette di prendere confidenza con le difficoltà dell'escursionismo estremo.

Vi sono tratti esposti ma il panorama dal Rifugio Dalmazzi, a pochi passi dal ghaicciaio del Triolet, merita senza dubbio la fatica.

Dopo aver parcheggiato l'auto si prosegue lungo la strada asfaltata che si dirige verso l'alta Val Ferret. Si attraversa il ponte sul torrente che scende dal Vallone di Belle Combe poi si procede lungo la strada sterrata che porta al Col Ferret.

Continuando sulla sterrata si lascia a sinistra il bivio per il Bivacco Comino (segnavia 22), e una cinquantina di metri dopo la sbarra metallica che chiude la strada si gira a sinistra seguendo una pista inerbita che scende verso il fondo della valle.

Su di un masso è stata affissa nel 1999 una targa che dedica questo sentiero al Coro Monte Cauriol di Genova. Si attraversano su quattro diverse passerelle le ramificazioni e gli affluenti della Dora di Ferret poi si comincia a salire lungo la morena lasciata dal ghiacciaio del Triolet.

Ben presto la morena lascia il posto ad una piccola pietraia, si attraversa un tratto tappezzato da mirtilli e rododendri poi si prosegue verso il fianco nord del vallone, sospesi tra il torrente che solca il fondo della valle glaciale e le rocce montonate, lisciate dallo scorrere del ghiacciaio.

Unica piccola difficoltà un gradino di rocce spaccate alto circa due metri che si trova ai piedi dell'ultimo larice. Poco più avanti si passa dal margine esterno del cordone morenico a quello interno, si scende per alcune decine di metri di dislivello all'interno del vallone glaciale poi si riprende la salita e ci si riporta sul filo della cresta.

Si percorre la cresta fino a superare di poco i 2200 metri di quota poi si abbandona la morena per dirigersi a destra verso le rocce che sostengono il rifugio.Si percorre la cresta fino a superare di poco i 2200 metri di quota poi si abbandona la morena per dirigersi a destra verso le rocce che sostengono il rifugio.

Si attraversa il nevaio fino a raggiungere i tre canaponi posati a partire dei 2300 metri con i quali è attrezzata la parte finale del sentiero: sono delle grandi corde bianche in fibra artificiale fissate alla roccia con dei tasselli metallici e permettono di salire in sicurezza sulle rocce ripide ed esposte che formano il fianco della valle.

Segue un tratto in piano, un vero balcone panoramico sulla valle sottostante, un tempo occupata dalla lingua glaciale del ghiacciaio del Triolet. A circa 2450 si trovano i primi dei 25 gradini che compongono la brevissima via ferrata: il tratto attrezzato è composto da tondini di ferro piegati ad U ed infissi nella roccia.

Si sale all'interno di una spaccatura assicurandosi all'ultimo canapone. Raggiunta l'uscita della piccola ferrata si ritrova il sentiero che curva verso est e passando davanti alla piazzola di atterraggio degli elicotteri porta in breve al rifugio.

Dalle finestre si domina la bellissima valle occupata un tempo dal ghiacciaio del Triolet, il riscaldamento climatico ha fatto fondere i ghiacci lasciando al loro posto una distesa di sassi sterili ma estremamente suggestiva. In estate questa colossale incisione è percorsa dalla acque di fusione il cui colore varia, durante la giornata tra il ceruleo, l'azzurro ed il grigio scuro.

REGOLAMENTO

  1. Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.

  2. La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza soccorso alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è la partecipazione di non iscritti al CAI o di Soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.

  3. Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".

  4. La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.

  5. E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.

  6. Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo

  7. I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.

  8. Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione

  9. Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.

  10. Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.