16 LUGLIO 

PIZZO TRE SIGNORI

Loc di partenza. Gerola 1085 m - Disl. 1500 m - dif. E - Partenza ore 6 auto -

SI CONSIGLIA DI FARE QUESTA ESCURSIONE A TUTTI COLORO CHE SI VOGLIONO PROPORSI PER LA SALITA AL GRAN PARADISO

Posteggiata l’auto nel parcheggio a monte del complesso di edifici Enel (1085 m - cartelli), si imbocca, sulla destra della recinzione della centrale, la mulattiera che penetra nella Valle della Pietra. Si arriva al ponticello (1275 m) che si attraversa per passare sul versante sinistro orografico della valle. La pista si snoda ora con pendenza dolce, superando alcuni valloncelli laterali prima di inerpicarsi a tornanti lungo una stradina, in più punti lastricata, fino agli spazi aperti dell’alpe, dove si incontra la Casera di Trona Vaga (1830 m – 2.00). Continuando la salita in direzione Sud, si arriva alla Bocchetta del Varrone (2130 m – 2.40 h - cartelli), passando a monte dei vecchi e fatiscenti manufatti in cemento realizzati per la costruzione della diga dell’Inferno, visibile una cinquantina di metri più in basso.

Seguendo sul pendio detritico la traccia, resa evidente dai numerosi passaggi, si sale alla Bocchetta di Piazzocco (2252 m - segnalazioni) e, tenendosi sul versante occidentale della cresta, si rimontano le rocce arrotondate del lungo costolone nord-occidentale che digrada dalla cima del Pizzo dei Tre Signori. Oltrepassato il vasto pianoro che fa da basamento alle balze sommitali, risalite una scarpata detritica e alcune facili placche, si arriva sulla cima (2554 m – 4.00 h) dove troneggia l’imponente croce benedetta dal Cardinal Schuster nel 1935, prima della sua posa in opera.
Il panorama è a 360 gradi. Con condizioni atmosferiche ottimali, da qui sono visibili, oltre alle Retiche, all’Ortles e all’Adamello, i gruppi del Monviso, del Gran Paradiso, del Rosa, del Cervino, dell’Oberland bernese. Verso Sud, oltre la Valsassina e le Grigne, si può abbracciare con lo sguardo tutta la pianura lombarda, chiusa all’orizzonte dall’Appennino.

REGOLAMENTO

  1. Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.

  2. La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.

  3. Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".

  4. La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.

  5. E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.

  6. Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo

  7. I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.

  8. Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione

  9. Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.

  10. Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.