Escursionismo 

Domenica 9 Aprile

MONTE LESIMA m.1724

DA PASSO LA COLLA - Diff: E - Dis.: 715 m. - Tempo di percorrenza: 3 h 30min. Partenza ore 7 auto

Arrivo: da Piacenza si giunge a Bobbio poi fino al Passo Penice, sulla SP 89 seguire le indicazioni per Pergola – Passo del Brallo, proseguire fino al Passo La Colla dove si incrocia la strada sterrata che scende, a sinistra, verso i Piani di Lesima (visibile, al centro dell’incrocio, il cartello del CAI che indica l’attacco del sentiero 101).

Il trekking per la cima del Monte Lesima inizia dal passo la Colla – comune di Brallo di Pregola (PV) a circa 1350 metri s.l.m. e a circa 70 km da Piacenza. Il percorso è di circa 11 km, di cui circa 3 km su asfalto ed il resto su sterrato e tratti di sentiero. Il dislivello complessivo è di circa 720 m, raggiungendo la quota massima a 1.724 metri sulla vetta del monte, ed è ben battuto dalla segnaletica CAI (101, 203 e 9). Il sentiero può essere percorso in tre ore e mezza, ed è sicuramente uno dei percorsi più semplici della zona, che non richiede attrezzature particolari (scarponcini, occhiali da sole ed almeno una felpa).

Il sentiero  CAI numero 101 sale tra i boschi fino alla cima del monte la Colla scendendo ad una sella per poi salire su di una cresta erbosa alla cima del monte Terme.

Scendendo poi al passo della Ritorta, si segue lungo crinale erboso costantemente in salita, mentre sulla sinistra comincia ad apparire il pallone sul monte Lesima (stazione di controllo per il traffico aereo). Da lì, raggiunto il monte Tartago, il sentiero si immette nella carrabile asfaltata di servizio agli impianti radar, e si prosegue fino alla cima. Dalla cima del Lesima la vista è magnifica: si vedono a nord la pianura padana e parte del basso Oltrepò Pavese, ad Est la provincia di Piacenza a Sud ed Ovest si vedono gli altri rilievi della vicina provincia di Alessandria ed  i tanti borghi sparsi sulle montagne circostanti. 

REGOLAMENTO

  1. Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.

  2. La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.

  3. Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".

  4. La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.

  5. E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.

  6. Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo

  7. I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.

  8. Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione

  9. Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.

  10. Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.