DA ALAGNA A PUNTA INDREN (VECCHIA) (2.000+)
Partenza da Legnano ore 6 - disl. 2000 m ca - salita 10 km - discesa a piedi o funivia
L'ESCURSIONE VERRA' CONFERMATA IL VENERDI' PRECEDENTE IN BASE ALLE CONDIZIONI METEO PREVISTE
COME PER LO SCORSO ANNO E' PREVISTA LA MAGLIETTA CELEBRATIVA
IL COSTO DELL'ISCRIZIONE E' DI 15 € DA VERSARE ALLA PARTENZA
Da Piazza Grober di Alagna, 1191m, si sale verso la stazione di partenza della cabinovia dove inizia il sentiero a destra che porta alle frazioni Dosso (Fum Diss) e Piane (Fum d'Boudma), 1390m (ore 0.15). Attraversata la frazione si segue un tratto di strada sterrata, quindi il sentiero e si valica il torrente Olen (Olen boch) su un ponte. Si torna sulla strada su cui prosegue l'itinerario 205f per la Bocchetta di Stofful, 2390m, e subito la si abbandona per imboccare la mulattiera a sinistra che attraversa la pista da sci e sale nel bosco. Si nota a destra, a distanza, la frazione di Vittine, e si esce dal bosco nei pressi di Zar Oltu, 1853m. Superato l'Alpe di Oltu si raggiunge la pista e subito dopo si arriva a Zam Seiwji (al laghetto), località che comprende due pianori su ognuno dei quali si adagiano un alpeggio e un piccolo laghetto. Sul pianoro inferiore Undre Seiwji, 1945m, un intraprendente alagnese costruì un alberghetto che chiamò Grande Halte, ora Rifugio Città di Mortara, di proprietà dell' omonima Sezione CAI (ore 1.15-1.30). Si prosegue su sentiero a fianco del rifugio, lasciando a destra sulla pista il 205a che porta alla Bocchetta delle Pisse, 2396m, e si arriva all'Alpe Pianalunga, 2025m, e poco sopra alle stazioni intermedie degli impianti di risalita, 2045m (ore 0.15-1.45). Si continua a tratti lungo la pista, a tratti sul sentiero, e dopo breve salita si raggiunge íl pianoro del Fontanone, (Cachbrunnu sorgente d'acqua), 2112m, quindi si perviene al ripiano superiore al bivio di quota 2385m (ore 1-2.45), dove si stacca il sentiero 205b che porta al Passo Foric, 2432m. Il sentiero prosegue accostando un grosso masso spaccato in mezzo, il Sasso del Diavolo (Der Prebet stein), 2418m, che ha dato origine ad una leggenda e che si trova nella Alekufer (Frana di Olen) dove origina il torrente che dà nome alla valle. Nelle vicinanze del grosso masso si diparte a destra il sentiero 205c, la scorciatoia che porta direttamente all'ex Rifugio Città di Vigevano (attualmente chiuso). Si continua lungo la mulattiera che affronta il ripido, lungo pendio e si raggiunge il bivio con il sentiero 205d che verso sinistra conduce in breve al Col d'Olen, 2881m. Subito dopo si accosta il piazzale dov'era lo storico Albergo Guglielmina, distrutto da un incendio, e successivamente il Rifugio Città di Vigevano, 2864m (ore 1.15-4), costituito dall'antico albergo Stolemberg-Grober, in passato di proprietà della Sezione Cai di Vigevano; si arriva quindi alla cappelletta dedicata alla Vergine del Rosa. Qui confluiscono da destra il sentiero 205e proveniente dal valico di Cimalegna, 2820m, e la scorciatoia 205c. Si prosegue lasciando a destra il rifugio, si passa sullo sbarramento del laghetto e si ritorna sulla pista da sci nei pressi dell'Istituto Scientifico Internazionale A.Mosso, 2900m (ore 0.15-4.15). Nella zona è di grande interesse l'Itinerario Glaciologico che sale al soprastante Corno del Camoscio (Gemtschoure), 3026m, celebrato belvedere sul Monte Rosa; passando sul suo fianco si raggiunge il Passo dei Salati o Colle Inferiore delle Pisse, 2936m (ore 0.30-4.45), punto di arrivo delle stazioni delle funivie provenienti da Alagna e da Gressoney. Poco lontano c'è la stazione di partenza per la nuova funivia di Indren. Per un buon sentiero su macereto, superando alcune balze, dalle quali ora si diparte un nuovo impianto sciistico che collega la fermata intermedia di Cimalegna, si sale verso lo Stolemberg, 3202m. A un centinaio di metri dalla vetta, piegando a sinistra sul versante valdostano e attraversando un tratto scivoloso (rocce serpentinose), si scende al Colle Superiore delle Pisse, 3112m (ore 0.30-5.15), con qualche tratto attrezzato con corde fisse. Nelle vicinanze del colle, sul versante valsesiano, è arroccata la piccola Capanna Vincent. Il sentiero sale in cresta e porta al Colletto dell'Acqua, 3200m circa, da dove con un breve strappo si raggiunge la vecchia stazione di Punta Indren, 3254m (ore 0.30-5.45).
REGOLAMENTO
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Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.
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La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.
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Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".
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La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.
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E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.
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Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo
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I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.
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Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione
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Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.
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Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.