CHAMPORCHER, RIF. MISERIN m. 2582
Val d'Aosta, Champorcher, località Dondena - Rifugio Miserin, Santuario della Madonna del Miserin e lago Miserin m. 2582.
Ritrovo ore 7.00 a Legnano, piazza del mercato - Quota massima: 2582 m. - Dislivello: +470 m. Sviluppo 8 km - Difficoltà: E
Accesso Val d'Aosta, Champorcher, località Dondena, ultimi 5 km su strada bianca.
Percorso Da località Dondena, in breve, si raggiunge, il vicino rifugio Dondena, già casa di caccia reale, situato in una splendida posizione nella verde conca di Dondena, ai limiti del Parco naturale del Mont Avic e del Parco nazionale del Gran Paradiso. Si prosegue su sentiero, in ambiente di prati magri, fino a raggiunge il Santuario della Madonna del Miserin, il lago ed il rifugio omonimi. Alta valle aperta, in ambiente severo ed ampio, circondato dai “3000”: Mont Glacier, Mont Delà, Tetre Ponton, Bec Costazza, Rosa dei Banchi e Becco Pragelas. Ad Ovest la Fenetre de Champorcher, m. 2826 che dà sulla valle di Cogne.
Champorcher e il santuario del Miserin. - Il nome Champorcher significa “Champ de Porcier” (campo di Porzio). Porzio era un soldato della legione tebea, così chiamata perché la maggior parte dei soldati erano originari dell’Egitto, in particolare della Tebaide, dalla Nubia e dall’Etiopia. I soldati erano venuti dall’Oriente per aiutare Massimiano Erculeo, che condivideva il titolo di Imperatore con Diocleziano, a difendere i confini dell’Impero romano dalle incursioni delle tribù celtiche ed erano di stanza tra la Gallia e l’Italia. Nelle vicinanze del Gran San Bernardo Massimiano ordinò ai soldati di offrire sacrifici agli dei pagani, ma questi, essendo cristiani, si rifiutarono e fuggirono al seguito di Maurizio (S. Maurizio); l’imperatore li fece inseguire e decimare per due volte per decapitazione. Sempre perché cristiani i soldati si rifiutarono di combattere contro le popolazioni cristiane che abitavano la zona alpina e destinate allo sterminio. Tra il 286 e il 300 d.C. due legionari, Besso e Porzio (divenuti poi S. Besso e S. Porzio), riuscirono a mettersi in salvo. S. Besso scappò in Val Soana. S. Porzio si stabilì nell’alta valle di Champorcher, vicino al lago Miserin. Lì divenne pastore e iniziò a evangelizzare la popolazione locale. Si dice che abbia scolpito una piccola statua della Madonna mettendola al riparo in una nicchia vicino al lago. Il luogo divenne presto meta di pellegrinaggi e venne fondato un oratorio, la prima “cappella” del Miserin. L’iniziale alloggio per i pellegrini è ora il rifugio.
Discesa Sia su percorso di andata, sia su strada bianca (non è un percorso ad anello).
REGOLAMENTO
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Le gite sociali proposte hanno lo scopo principale di favorire e diffondere la pratica dell’escursionismo montano; esse vengono organizzate dalla commissione Escursionismo che ne cura lo svolgimento per mezzo di accompagnatori, i quali operano volontariamente e gratuitamente.
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La partecipazione alle escursioni è riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento. Ciò nonostante i Soci che non hanno rinnovato la tessera sociale non oltre il 31 marzo ed i non Soci che intendessero partecipare, devono obbligatoriamente recarsi presso la Sede Sezionale entro il venerdì precedente la data dell'escursione per attivare la Polizza infortuni in attività sociale e la Polizza Soccorso Alpino in attività sociale per dar corso alle relative coperture assicurative. Non è prevista la partecipazione di persone non iscritti al CAI o di soci non in regola con il tesseramento. I minorenni possono partecipare alle gite solo se autorizzati da chi esercita nei loro confronti la “potestà dei genitori” ed accompagnati da persona responsabile.
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Il rapporto che si instaura, durante le gite, tra gli accompagnatori ed i partecipanti si configura nella fattispecie dello "accompagnamento volontario gratuito per spirito associativo, per amicizia o per mera cortesia; di tipo non qualificato e non professionale".
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La frequentazione della montagna è soggetta a pericoli che comportano rischi; gli organizzatori ed accompagnatori adottano misure di prudenza e di prevenzione, derivanti dalla normale esperienza, per contenere, in entità e probabilità, tali rischi durante lo svolgimento delle gite, ma non assumono responsabilità alcuna al riguardo. Ogni partecipante è consapevole a priori dell’esistenza dei suddetti pericoli e, con la sua partecipazione alla gita, assume personalmente in proprio tutti i conseguenti rischi, nonché le responsabilità per i danni che può arrecare, direttamente o indirettamente, ad altri.
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E' facoltà degli organizzatori ed accompagnatori di modificare programmi ed itinerari delle gite, anche durante lo svolgimento delle stesse.
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Di norma, i partecipanti devono provvedere personalmente al raggiungimento delle località dalle quali hanno inizio le gite, effettuando i viaggi con mezzi propri, a proprio rischio ed a proprie spese; in caso di espatrio devono essere muniti di valido documento personale. A tutti gli effetti le gite hanno inizio e termine nelle suddette località base, essendo i viaggi non compresi nelle competenze degli organizzatori ed accompagnatori; i partecipanti devono presentarsi puntualmente in tali località pena l’esclusione dalle gite, non essendo prevista l’attesa dei ritardatari. Nel caso di viaggi organizzati con trasporto in pullman, la responsabilità del viaggio compete al vettore e l’obbligo di puntualità è riferito agli orari stabiliti per le partenze (andata e ritorno) del mezzo
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I partecipanti devono essere muniti di indumenti ed attrezzi completi, idonei ed efficienti, nonché idonei al tipo di gita cui partecipano, essendo l’equipaggiamento personale anche un importante fattore di sicurezza; essi devono inoltre possedere un grado di preparazione adeguato alle gite in programma.
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Fermo quanto precisato al punto 3) del presente Regolamento, i partecipanti sono invitati a seguire diligentemente le indicazioni via via fornite loro, durante la gita, dagli accompagnatori ed a collaborare con essi per la buona riuscita della medesima. E' facoltà degli accompagnatori accettare la partecipazione degli iscritti all'escursione informando coloro che non risultano adeguatamente preparati della loro cancellazione all'iscrizione
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Tutti, accompagnatori e partecipanti, devono tenere in ogni circostanza un comportamento civile corretto e coerente con i principi dell’etica alpinistica.
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Le gite sociali sono attività del CAI e perciò, oltre al presente Regolamento, sono subordinate anche agli Statuti e Regolamenti del CAI e delle singole sezioni.