IL POETA PESCATORE
14 FEBBRAIO SEDE ORE 21
IL POETA PESCATORE di Ferdinando Scala
Marano è, soprattutto, acqua. Acqua di mare, acqua dolce, acqua paludosa. Acqua che dona la vita, acqua che la toglie.
La stretta lingua di terra e di case affacciata sulla Laguna sembra ricordare che le acque non si possono separare. E nella fela estiva, contemplata dal poeta pescatore Nicola, anche il cielo si mescola con l’acqua immobile, muta, e lo fa pensare “alla mia vita di lotta dura, sacrifici tanti, mai paura”.
Un piccolo borgo, una grande laguna dove le acque dolci vanno in spose all’acqua del mare, dove generazioni di uomini e di donne si sono industriate per raccoglierne i frutti.
Il poeta pescatore vi incanterà: vorrete essere con lui nella capanna in Vedera, sulla punta della darsena di Lignano. Oppure sedergli accanto sulla sua barca, verso le tre del mattino, mentre esamina il pescato. E, soprattutto, vi piacerà ascoltare i suoi racconti di acqua di mare e di acqua dolce, le narrazioni di quel palùo che il pescatore Nicola sentiva essergli padre e madre. E, forse, vorreste infine essere con lui anche quella vigilia di Pasqua, il 13 aprile 1974, mentre attraversa il porto di Lignano con una barca al traino, imbocca il canale di Marano e si confonde nella foschia della sera.