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01
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RIFUGIO BOCCALATTE

Iscrizioni aperte

Escursionismo

Domenica 7  Luglio 

RIFUGIO BOCCALATTE-PIOLTI 2803 m Val Ferret

Partenza ore 6  in auto - disl.1250 m - diff. EE - Max 25 posti -

I partecipanti devono garantire una adeguata preparazione fisica per affrontare la salita.

EVENTUALI ACCOMPAGNATORI POSSONO, UNA VOLTA RAGGIUNTA LA VAL FERRET, INTRAPRENDERE UNA BELLA ESCURSIONE AL RIFUGIO BONATTI  (dif. E - disl. 439 m - 2 ore ca) 

Il Boccalatte-Piolti, situato a 2803 metri su uno sperone roccioso, in un contesto mozzafiato, è uno dei primi realizzati sul versante italiano del Gruppo del Monte Bianco: la prima capanna fu costruita interamente in legno nel 1881 dal CAI, mentre la struttura in muratura di pietra risale agli anni 1930. L’accesso avviene tramite un lungo percorso per escursionisti esperti (EE), attrezzato con corde fisse nel tratto finale della durata di 3/4 ore.

Nato come “Rifugio delle Jorasses”, nel 1938 è stato dedicato alla memoria di Gabriele Boccalatte, uno dei massimi esponenti dell’alpinismo torinese degli anni 1930, e del suo compagno di cordata Mario Piolti, travolti in quell’anno da una scarica di sassi sull’Aiguille de Triolet.

L’anno scorso il Boccalatte-Piolti è tornato alla vita grazie a Franco Perlotto, che ne ha preso la gestione. Perlotto, guida alpina, viaggiatore e giornalista, è stato uno dei grandi arrampicatori solitari italiani e pionieri del free climbing nostrano. Vi consigliamo di leggere il suo libro, “Spirito Libero” (edito Alpine Studio), una bella autobiografia che racconta di un “arrampicatore libero”. 

ACCESSO

Casello autostradale di Courmayeur. Proseguire per la Val Ferret sino a Planpincieux. Si oltrepassa il centro abitato parcheggiando nel grandissimo spiazzo a sinistra che si incontra appena dopo le ultime case.

Di qui partono le ascensioni per Les Grandes Jorasses una delle più ambite montagne d’Europa. Chi vi si reca godrà di un bel sentiero attrezzato dai tratti aerei e della vicinanza di uno splendido ghiacciaio e di guglie maestose.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Dal parcheggio si procede verso il suo angolo di sinistra, incontrando un cartello indicatore giallo (segnavia 21), per il rifugio. Dopo 40 metri si incontra un bivio a destra che porta in una piccola strada attraverso il borghetto (freccia gialla). La mulattiera si inoltra nel bosco, oltrepassando la cappelletta di Planpincieux, diventando poi un sentiero a tornanti. La traccia continua verso le seraccate, raggiunge un canale detritico, lo supera sulla destra ed entra in un secondo canale, stando sulla sinistra e poi guadando il rio relativo. Si continua in direzione di un’evidente cascata con passi di I-II grado. Si prosegue sul costolone di destra sino ad incontrare una scala metallica che agevola la salita di un camino (comunque facile). All’uscita vi è una corda usurata. Si continua su una dorsale morenica sino alla sommità. Si procede poi a sinistra fra i detriti in direzione delle balze su cui è visibile il rifugio. Giunti contro le placche si risale una rampa detritica a destra incontrando canaponi fissi che traversano a sinistra. Si seguono le corde sino ad un pulpito. Si sale poi a zig zag su percorso aereo sino alla terrazza sospesa sul ghiacciaio dove è posto il rifugio. È possibile concludere la gita oltrepassando entrata e toilette e continuando dietro al rifugio sulle corde fisse che portano al ghiacciaio dov’è sita la bandiera italiana e da cui si parte per le grandi scalate alpine.

Iscrizione Online

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